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Gita fuori porta in Abruzzo: tra natura e tradizione nel Parco della Majella

2026-04-18 12:36

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Gita fuori porta in Abruzzo: tra natura e tradizione nel Parco della Majella

ABRUZZO - ITALIA

Una partenza inaspettata

Quest’anno la primavera ci ha accolti con la neve, caduta abbondante nel Centro Italia, tra Abruzzo e Molise. Non ci abbiamo pensato due volte: abbiamo caricato gli sci stretti, montato le gomme termiche e, subito dopo il pranzo pasquale, siamo partiti in macchina alla volta dell’Abruzzo, direzione Pescocostanzo, nel cuore del Parco della Majella.

All’uscita dell’autostrada A14, in corrispondenza della Val di Sangro, ci siamo lasciati alle spalle il mare Adriatico, puntando dritti verso l’interno. Il profilo innevato del Monte Amaro, con i suoi 2.765 metri, ci accoglie con una maestosità tanto impenetrabile quanto rassicurante.

Giunti a Palena, iniziamo a salire in quota tra tornanti e foreste popolate da fauna selvatica, avvolti dalla magia di vette che, nel tempo, pagani e cristiani hanno considerato sacre. Attraversiamo il cuore del parco, istituito nel 1992 ed esteso per circa 75.000 ettari tra le province di Pescara, Chieti e L’Aquila, circondati da una natura selvaggia impreziosita da borghi e testimonianze storiche, archeologiche e architettoniche.

Arriviamo a Pescocostanzo alle 21:00, giusto in tempo, dopo un rapido check-in, per la cena. E qui comincia la nostra avventura.

Pescocostanzo: accoglienza e sapori autentici

Lasciamo la macchina nel parcheggio in largo San Rocco e raggiungiamo l’albergo “Archi del Sole & San Rocco”, in via San Rocco. Questo hotel, dove abbiamo già soggiornato in passato, si trova nel centro storico ed è ricavato all’interno di un palazzo del ’500.

Varcata la soglia, ci avvolgono il calore del legno, il profumo di buono e la cordialità dei gestori. La nostra stanza, una tripla dal nome di un fiore, la “calendula”, è sempre la stessa: semplice e accogliente, con tetto in legno e un balcone affacciato sui tetti del paese. In lontananza, il profilo del castello emerge tra il bianco della neve e il silenzio.

Dopo aver lasciato gli zaini, usciamo per cena. Poco distante troviamo la locanda e ristorante “Tre Frati”, situato dove un tempo sorgeva il Convento Gesù e Maria di Costantinopoli, edificato all’inizio del ’600. Attivo dal 1967, il ristorante ci accoglie con i profumi di porcini, tartufo e arrosticini. Il personale è cordiale e il cibo memorabile: piatti della tradizione con ingredienti biologici, stagionali e a km zero.

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Una passeggiata tra arte e tradizione

Dopo cena ci perdiamo tra i vicoli del borgo, tra monumenti rinascimentali e barocchi. Pescocostanzo, con la sua antica tradizione artigiana, insieme ai vicini Rivisondoli e Roccaraso, rappresenta uno dei poli principali del turismo montano abruzzese. Meritano una visita i comprensori di Vallefura e dell’Aremogna, dove oltre agli affollati impianti di risalita si pratica anche lo  sci di fondo.

Raggiungiamo la Basilica di Santa Maria del Colle con la sua imponente scalinata, poi proseguiamo passando accanto al Ristorante Da Paolino, un’istituzione locale (sempre pieno!). Ammiriamo il settecentesco Palazzo Fanzago, che prende il nome dall’architetto e scultore che lo progettò. Questo palazzo, oggi sede del Museo del Merletto e del Tombolo custodisce pizzi lombardi della seconda metà del 1400. Poi continuiamo fino a Corso Roma, dove si trova il Palazzo Le Torri, hotel quattro stelle e sede di un ristorante, dove in passato abbiamo cenato. All’ingresso del paese troviamo invece il Relais Ducale, con i ristoranti gourmet La Corniola e Bistrot Relais e con spa all’interno. Dopo la passeggiata, rientriamo in hotel.

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Sci di fondo nel Bosco di Sant’Antonio

La mattina seguente ci svegliamo presto: il sole illumina un paesaggio innevato da fiaba. Dopo una colazione con dolci fatti in casa, partiamo per la Riserva del Bosco di Sant’Antonio.

In pochi chilometri raggiungiamo la scuola italiana di sci di fondo, dove si trova anche un ristoro gestito da una famiglia del posto. Le piste, tutte omologate FISI, si snodano tra pianori e suggestive faggete secolari, habitat di lupi e orsi marsicani.

Il bosco rappresenta ciò che un tempo ricopriva gran parte di questi rilievi: percorrerlo con gli sci ai piedi o con le ciaspole è un’esperienza unica. Consigliatissima anche una lezione con i maestri locali (circa 20 euro l’ora, attrezzatura a 10 euro). Escursioni e lezioni di Sci di fondo possono essere anche prenotati attraverso il sito del tour operator locale, “Majellando”.

Sapori di montagna

L’area è attrezzata con spazi picnic e un bar ristoro dove si possono ordinare panini e crostoni. Noi abbiamo scelto un crostone con salsiccia e caciocavallo: semplicemente delizioso.

All’interno si può acquistare anche yogurt freschissimo prodotto dall’azienda agricola Emidio Sciullo.

A pochi minuti si trova un’altra tappa imperdibile: il ristorante “Il Faggeto”, in un casolare in pietra realizzato dai Rainaldi nel 1964, immerso nel bosco. Da provare assolutamente gli gnocchi alla rapa rossa con tartufo, gli arrosticini, le zuppe e gli antipasti di prodotti locali. L’ambiente è caldo e accogliente, con interni in legno curati nei dettagli (prenotazione consigliata).

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Sulmona: storia e dolcezza

Non si può lasciare l’Abruzzo senza visitare Sulmona, città di Ovidio e dei confetti. Si visita facilmente in una giornata e colpisce per le sue mura medievali, le porte e l’acquedotto del 1256 fatto costruire da Re Manfredi di Svevia.

Noi l’abbiamo visitata in serata: entrare da Porta Napoli e attraversare la città illuminata fino a Porta Romana è stato davvero suggestivo.

Da non perdere la chiesa di Santa Maria della Tomba, in stile romanico-gotico, edificata secondo le leggende sopra la casa del poeta latino Ovidio, la chiesa di San Francesco della Scarpa e i numerosi negozi di confetti su Corso Ovidio. Dopo aver visitato Il monumento più rappresentativo di Sulmona, ovvero casa Santa della SS. Annunziata raggiungiamo la cattedrale di San Panfilo, ubicata a nord del centro storico, dopo una passeggiata attraverso la villa comunale.

Prima di partire ci fermiamo al ristorante Don Ciccio, ricavato in un’antica norcineria in corso Ovidio: ottimi primi al ragù e specialità locali.

Lanciano: tra fede e mare

Durante uno dei nostri viaggi dedicati allo sci di fondo abbiamo visitato anche Lanciano, centro principale della Val di Sangro, noto per il miracolo eucaristico dell’VIII secolo.

Proprio qui, infatti, un monaco basiliano che stava celebrando messa ebbe il dubbio della reale presenza di Cristo e proprio in quel momento si trovò tra le mani carne pulsante e nel calice, del vero sangue.

Le reliquie sono conservate nella chiesa di San Francesco e, nonostante il tempo, non si sono decomposte: un fatto ancora oggi inspiegabile dalla scienza!

Il centro storico è ricco di palazzi neoclassici e del suggestivo ponte di Diocleziano.

Vista la vicinanza al mare, scegliamo un ristorante di pesce: la Taverna del Marinaio, in un antico locale del ’500 con volte in pietra. Cucina semplice e gustosa, accompagnata da ottimi vini.

Il ritorno

Dopo l’ultimo assaggio di questa terra, dove natura e uomo convivono in perfetta armonia, salutiamo l’Abruzzo e imbocchiamo l’autostrada A14 dall’uscita Val di Sangro, direzione Puglia.

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----- INFORMAZIONI PRATICHE-----

COME ARRIVARE

In auto, dall’Autostrada A14 uscita Val di Sangro, poi si prosegue verso l’interno seguendo le indicazioni per Palena e Roccaraso fino a Pescocostanzo. Da Brindisi occorrono circa 4 ore e 30 minuti. Consigliato avere gomme termiche o catene in inverno/inizio primavera.

 

DOVE DORMIRE

·       Archi del Sole & San Rocco (Pescocostanzo) - Hotel nel centro storico ricavato in un palazzo del ‘500. Atmosfera calda, camere accoglienti e posizione perfetta per muoversi a piedi (https://archidelsole.it/).

·       Relais Ducale (Pescocostanzo). Per un soggiorno più elegante, con ristoranti gourmet e spa interni (https://www.relaisducale.it/).

·       Palazzo Le Torri (Pescocostanzo). Ottima soluzione 4 stelle con ristorante di livello (https://www.letorrihotel.it/).

Prenotare in anticipo soprattutto nei fine settimana invernali.

 

DOVE MANGIARE

·       Ristorante Tre Frati (Pescocostanzo) - Cucina tipica abruzzese, tartufo, porcini e arrosticini. Anche Locanda (https://trefrati.it/).

·       Il Faggeto (Bosco di Sant’Antonio) - Immerso nel bosco: atmosfera unica e piatti della tradizione (gnocchi, zuppe, formaggi locali) – (https://www.touringclub.it/destinazioni/pescocostanzo/mangiare/108620-il-faggeto).

·       Ristorante da Paolino (Pescocostanzo) – Cucina tipica abruzzese (sempre pieno!) (https://www.ristorantedapaolino.com/ristorantedapaolinopescocostanzo/).

·       Ristorante Don Ciccio (Sulmona)- Perfetto per assaggiare primi al ragù e prodotti tipici (https://www.accademiaitalianadellacucina.it/it/ristoranti/ristorante/1758-don-ciccio).

·       Taverna del Marinaio (Lanciano) - Cucina di pesce in un locale storico con volte in pietra. Ottima la selezione di vini (Visitate profilo Instagram e Facebook).

 

SPORT ED ESPERIENZE

·       Sci di fondo al Bosco di Sant’Antonio- Piste omologate FISI immerse nella natura. Ciaspolate perfette per esplorare il bosco in tranquillità. Lezioni di sci con maestri locali (circa 20€/ora). Noleggio attrezzatura-disponibile direttamente sul posto (circa 10€) (https://www.abruzzoturismo.it/it/impianti-sciistici/bosco-di-santantonio).

·       Prenotazioni lezione di sci contattando direttamente la scuola o anche tramite il sito di “Majellando” (https://www.majellando.it/it/experience/sci-di-fondo-nel-bosco-di-santantonio-_865).

 

COSA VEDERE

Pescocostanzo

o   Basilica di Santa Maria del Colle (https://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/collegiata-di-santa-maria-del-colle-pescocostanzo-aq).

o   Palazzo Fanzago (https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-fanzago).

Sulmona

o   Acquedotto medievale (https://fondoambiente.it/luoghi/acquedotto-medievale?ldc=).

o   Corso Ovidio e negozi di confetti (https://fondoambiente.it/luoghi/fabbrica-confetti-ovidio).

o   Chiese storiche e nello specifico la chiesa di s. Maria della tomba (https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-s-maria-della-tomba?ldc=).

Lanciano

o   Chiesa di San Francesco (https://www.miracoloeucaristico.eu/).

o   Ponte di Diocleziano (https://cultura.gov.it/luogo/ponte-di-diocleziano).

 

NATURA E ATTIVITÀ OUTDOOR

o   Bosco di Sant’Antonio per le faggete secolari, fauna selvatica (lupi e orsi marsicani) e paesaggi mozzafiato (https://www.italia.it/it/abruzzo/l-aquila/bosco-sant-antonio-pescocostanzo).

o   Parco Nazionale della Majella, Ideale per trekking, escursioni e turismo slow in tutte le stagioni (https://www.parcomajella.it/).

 

CONSIGLI PRATICI

o   Abbigliamento tecnico consigliato anche in primavera.

o   Auto indispensabile per muoversi tra borghi e natura.

o   Fine settimana molto affollati in alta stagione (inverno).

o   Prenotare sempre i ristoranti più famosi.

o   Ideale anche per un fine settimana lungo o una fuga last minute.

 

COSA LEGGERE PRIMA DI PARTIRE

  • Guida “Abruzzo e Molise” - Editore: Lonely Planet Italia - Data di pubblicazione : 8 agosto 2025 - Edizione : 2°- Lingua : Italiano- Lunghezza stampa : 320 pagine.

PER SAPERNE DI PIU’

-            https://abruzzoturismo.it/it.